Città di Treviso: approccio abolizionista sul gioco

Ricompare una esternazione di As.Tro che sta rincorrendo i Sindaci di quasi tutta l’Italia per far conoscere meglio il mondo del gioco d’azzardo pubblico e quello dei casino online, le potenzialità vere del settore ed i risultati che è riuscito “a portare a casa” relativamente alla creazione di professioni nuove che sino a qualche tempo fa erano impensabili ed, anche, all’impiego di risorse che lo stesso settore ludico è riuscito a coprire: qualità e cifre che nessun altro settore di servizi è riuscito a raggiungere.

Quindi, perché i Sindaci ancora non riescono a vedere anche questo “lato” del gioco che sembra sempre “oscuro”? As.Tro, così, scrive al Sindaco di Treviso, bellissima e culturale cittadina, elogiandone la serietà pur ovviamente non condividendo l’approccio assolutamente negativo e proibizionista che lo stesso paventa nei confronti del mondo-gioco. E questo poiché a Treviso ci si auspica l’eliminazione degli apparecchi legali di gioco, ma lo si motiva anche con una serietà “insospettabile”. Il Primo cittadino di Treviso e la sua amministrazione comunale, infatti, dichiarano apertamente di non riuscire a far fronte alla situazione che si è creata sul territorio.

L’espansione del fenomeno del gioco d’azzardo, nella loro città, ha portato un degrado preoccupante e si interpretano i dati relativi al gioco “forieri di una perdita di controllo collettiva della cittadinanza”: il Sindaco propone, quindi, l’eliminazione della causa di questo degrado che ritiene di aver individuato nelle slot. Questo atto “abolizionista” è un atto a salvaguardia del territorio e dei cittadini, un atto normale a protezione della propria città, ovviamente sbagliato nel merito.

città di trevisoSicuramente, però, è un atteggiamento assai più coerente di quei percorsi politici orientati a travestire la “espulsione dalla città dei prodotti di gioco” mascherandola con distanziometri, restrizioni orarie che fanno “disperare” i giocatori che devono rincorrere gli esercizi disponibili ed a “dirottarli”, a volte, verso la “rete illecita”, sempre aperta e disponibile ad offrire giochi illegali con tutti i rischi e le conseguenze del caso.

Secondo l’esperienza di As.Tro maturata in tanti anni e, sopratutto ultimamente, dai tantissimi incontri voluti ed ottenuti con parecchi Sindaci da nord a sud della nostra Penisola, si può ricavare l’opinione che il proibizionismo imposto, anche nel settore dei siti di casino online, con i distanziometri o con gli orari non sta producendo alcunchè come risultato pratico, anzi. L’unico effetto che si ottiene è quello di rimpinguare e ringalluzzire l’illegalità che è ben contenta di tutta questa confusione che regna nel gioco lecito… ed è lì che aspetta per approfittarne.

Ben venga, quindi, questa “voce fuori dal coro” della città di Treviso: voce che finalmente potrebbe “illuminare” tutte le disquisizioni sul gioco portandole su di un giusto binario: tenere il gioco od abolirlo smettendo, però, di continuare a mentire ai cittadini con la madornale bugia relativa all’efficacia di norme “distanzianti o di riduzione oraria”. Di questo veramente non se ne può più. Una “vera verità” sarebbe il discorso più onesto per tutti, anche per gli operatori del gioco che così finalmente sapranno “di che morte dovranno morire”… se così si vuole.

E poi, uguale discorso, andrebbe esteso a tutti gli altri prodotti di gioco, poiché eliminate le “famigerate macchinette”, rimarrà tutto il resto dell’offerta, visto che ormai sul territorio la domanda- gioco è alquanto radicata ed i cittadini italiani, almeno taluni, hanno ancora tanta voglia di divertirsi ed il gioco vorrebbe fare questo: divertire. La politica deve solo rispondere se lo si potrà ancora fare.

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